sabato 26 aprile 2008

Mi dai il tiro?


Driiin... driiin... "Chi è?" dice lei, "Sono io, dammi il tiro" dice lui.

Questa scena si svolge quotidianamente quando lui (io) torna dal lavoro e suona il campanello di casa. Lei, la dolce mogliettina, esegue l'ordine premendo il pulsante per aprire la porta d'ingresso alla palazzina, lui (sempre io) sale le scale, entra nella splendida reggia di 67 mq. (calpestabili!) e dimentica immediatamente la giornata di lavoro ormai trascorsa. La domanda è: che significa "dare il tiro"? I bolognesi sanno di dover premere il pulsante per aprire le porte (adesso lo sanno anche i forestieri che leggono il mio blog) ma da dove proviene questo modo di dire? Come sapete il centro di Bologna è famoso per i portici e le abitazioni antiche erano dotate al piano terra di una grande porta per fare entrare i cavalli che andavano nel chiostro interno dei palazzi. Essendo gli appartamenti al primo piano, quando l'ospite giungeva suonava la campanella (o bussava forte) e per aprire il portone dal piano superiore bisognava "tirare" una corda che faceva aprire il portone in basso. Da qui il termine da gridare sotto il portico: "mi dai il tiro" (alla corda)? Fatto stà che a Bologna e dintorni non vedrete i due pulsanti con scritto LUCE e PORTA bensì LUCE e TIRO.

Che sia l'ultimo


Cara j.cole, lo faccio solo per te, ma sarà la prima e l'ultima volta che faccio un meme: la mia religione li vieterebbe, faccio uno strappo alla regola, rispondo alle 6 domande ma non nomino; mi sembra di stare in una catena di Sant'Antonio, mi perdoni?

A) E' tutta colpa di http://radiocole.blogspot.com/


C) Le sei cose che mi piace fare? Non partecipare ad un meme, respirare l'aria dell'Alpe di Siusi in una giornata di sole dopo che ha piovuto la notte, viaggiare lontano conoscendo persone completamente diverse da me, mangiare due piatti di tortellini in brodo di cappone in inverno mentre fuori nevica, passare un fine settimana in un agriturismo sperduto in Toscana dove non c'è campo per il cellulare, scambiare opinioni con persone sconosciute nel web come stò facendo ora.

D) Passo.

E) Passo.

J.cole mi perdoni?

lunedì 14 aprile 2008

Grazie


Grazie ha chi deciso di dare in mano questo paese al Re delle veline, alla cultura dei soldi facili, all'Imperatore delle barzellette. Grazie a chi ha deciso che il Medioevo fosse più bello del Rinascimento. Grazie a chi preferisce la spada alla carezza. Grazie a chi ha deciso che i figli, il nostro futuro, non hanno valore se non economico. Grazie agli astenuti che hanno deciso scioccamente che era meglio andare al mare invece che votare. Grazie a chi preferisce essere unto dal Signore anzichè oliato da un meccanico. Grazie, lotteremo comunque ancora per voi come sempre abbiamo fatto anche se non ricambiati. Grazie a questa Italia abitata, purtroppo, da troppi italiani.

giovedì 10 aprile 2008

Where is the happyness?




Due fine settimana fà, io e la mia cara dolce metà (che descrizione banale...) abbiamo passato un rilassante fine settimana in Toscana e ammirando la splendida (veramente splendida) Lucca dalla torre Guinigi, sono stato attirato da un tetto che riportava la scritta che vedete in foto. Dov'è la felicità? E' in un luogo, in uno sguardo, in una persona, in un gioco, in un tramonto, dove si trova stà benedetta felicità? Chissà se quella frase sia stata scritta per invitare i turisti alla riflessione, rapiti dal luogo silenzioso e bellissimo, incantati dal panorama... O forse è un grido di aiuto di un innamorato appena lasciato dall'amata... O forse... Non saprei, però secondo me i due bimbi che giocano nella foto sotto ("rubata" sempre sul litorale toscano) sono felici. Voi che dite? Basta poco, che ce vò!